Conoscevi le Isole del Principe Edoardo?

isole del principe edoardo

Le isole di Marion e del Principe Edoardo sono due piccole isole dell’Oceano Indiano sub-artico che dal 1948 sono entrate ufficialmente a far parte dello Stato del Sudafrica. Si trovano sotto il comune di Città del Capo e sono entrambe di origine vulcanica; la più grande tra le due (Marion) è considerata attiva, la sua ultima eruzione risale al 1980.

Ma cos’hanno di così unico questi territori? Innanzitutto la loro locazione fa sì che, trovandosi da una parte le calde correnti africane, e dall’altra le gelide correnti antartiche, si provochino costanti perturbazioni (per circa 320 giorni all’anno) di grande portata, tali da renderle tra i territori col peggior clima del pianeta. Possono verificarsi nello stesso giorno pioggia, neve, nebbia e raramente anche giornate soleggiateche, unito ad un mare costantemente agitato.

Vennero avvistate per caso nel 1663 dall’equipaggio di Barent Barentszoon Lam, della nave olandese Maerseveen. L’isola più grande prende il nome dall’esploratore francese Marc-Joseph Marion du Fresne, che nel 1772 la avvistò per sbaglio, pensando di aver trovato l’Antartide. Per cinque interminabili giorni provò a sbarcarvici, ma senza successo a cause delle estreme condizioni climatiche.

Il primo sbarco registrato risale al 1799, da parte di un gruppo di cacciatori di foche; mentre la prima spedizione scientifica sulle isole fu tentata nel 1840 da James Clark Ross, che le visitò durante la sua esplorazione dell’Antartico, ma senza riuscirvi a sbarcare. Nel 1873, da parte del Capitano Nares, furono battezzate Isole del Principe Edoardo, in onore del futuro Re Edoardo VII, all’epoca ancora Principe di Galles.

Una delle storie che sicuramente caratterizza questi territori è quella “dell’invasione dei gatti”. Il Governo sudafricano provò a metà anni ’50 a costruire una base come centro di ricerca sull’isola di Marion, ma c’era un problema: l’isola era piena di topi. Fu così che decisero di trasferirvici 5 gatti per eliminare la maggior parte, questi però, sfuggirono dal controllo dei ricercatori, e dopo poco più di vent’anni si moltiplicarono a dismisura, arrivando a circa 3500 esemplari. L’obittivo di estinguere i topi si trasformò presto in quello di estinguere i gatti, lasciando però non pochi inconvenienti; questi si erano iniziati a nutrire delle uova degli esemplari locali (prevalentemente uccelli e pinguini), causando l’estinzione o comunque un forte danneggiamento per quelle specie.

Un’altra peculiarità – che distingue soprattutto l’isola di Marion – è l’enorme quantità di colonie di pinguini dai piedi neri, è straordinario osservare la quantità di circostanze in cui la natura sia in grado di adattarsi:

Dal 2003 il governo sudafricano ha dichiarato queste isole una riserva naturale (assieme ai 180.000 km quadrati di acque oceaniche che le circondano), creando così una delle più grandi aree di protezione ambientale del mondo, a cui i ricercatori, difficilmente dicono di no.

 

 

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Fonti